giovanniminervini

chi è senza peccato

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all'inizio della genesi (3,4) il serpente convince eva a mangiare con adamo il frutto dell'albero della conoscenza. così "i loro occhi si apriranno" e vedranno per la prima volta la loro nudità. comincia in questo modo la storia della conoscenza e del desiderio. vedere, desiderare e infine morire. il tempo, il suo scorrere nelle nostre vene, diventa dominante. lo splendore dell'attimo, la sua rivelazione abbagliante, ne sancisce la caducità. il tempo corrode la vita e la esalta. insieme alla conoscenza e al desiderio nasce anche l'amore per la fragilità dell'esistenza. le cose si rovinano.
esistono nelle città, nei paesi, nelle campagne, "rovine semplici"...cascine abbandonate, un muro senza aperture, uno spiazzo solitario con una fabbrica dismessa, una vecchia ciminiera diroccata, una strada che non finisce, chiese, mausolei, tumuli lasciati al loro destino, attraversati dal tempo.
luoghi che apparentemente non dicono nulla di più della loro solitudine e del loro abbandono e in cui il motivo delle loro condizioni non si legge più tra le pieghe dell'architettura. le ferite, se mai ci sono state, non mostrano la loro origine.

roberto peregalli - i luoghi e la polvere


benevento, galleria commerciale malies, gennaio 2015



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