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i luoghi muoiono

(sei)

dalla periferia al centro storico un viaggio nella benevento dimenticata. non una caccia alle streghe. solo la fotografia di una città, alla scoperta di un’altra città, dove l’uomo, a un certo punto, se ne è semplicemente andato, abbandonando le sue orgogliose architetture, le sue infallibili tecnologie, i ricordi di tante vite alla natura e al tempo. opere, progetti sbandierati e mai completati, alcuni particolarmente vistosi e irritanti, altri più nascosti, invisibili, divenuti ex luoghi senza possibilità di redenzione. attraversandoli si avverte qualcosa di indefinito e di indistinto che ci colpisce e ci avvince, che ci sbigottisce e ci commuove, ma che senz'altro ci addentella al passato abbattendo di un sol colpo la barriera del tempo. e allora attoniti, meditiamo sulla condizione dell’uomo e sul significato della vita e ci accorgiamo che ciò che ci pervade, in realtà, è un senso di solitudine.


benevento, maggio 2013


[infoHide=ponte valentino] è un ponte di costruzione romana (II secolo) sul fiume calore irpino, a 2 km ad est di benevento. si pensa che sia stato fatto costruire, o ricostruire, dall'imperatore flavio valente. poi una nuova struttura. avveniristica, moderna. doveva congiungersi a quell’antica. da lontano i due ponti si scrutano. entrambi uniti solo da un unico destino: l’abbandono. « [...] l'ossa del corpo mio sarieno ancora in co' del ponte presso a benevento, sotto la guardia de la grave mora. » (dante alighieri, purgatorio, canto III) [/infoHide]
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ponte valentino
è un ponte di costruzione romana (II secolo) sul fiume calore irpino, a 2 km ad est di benevento. si pensa che sia stato fatto costruire, o ricostruire, dall'imperatore flavio valente. poi una nuova struttura. avveniristica, moderna. doveva congiungersi a quell’antica. da lontano i due ponti si scrutano. entrambi uniti solo da un unico destino: l’abbandono.

« [...] l'ossa del corpo mio sarieno ancora
in co' del ponte presso a benevento,
sotto la guardia de la grave mora. »
(dante alighieri, purgatorio, canto III)



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i luoghi muoiono
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[infoHide=lungo sabato boulevard] l’opera, iniziata nel 2003 e poi sospesa nel 2006 a tempo indeterminato, è aperta a chiunque voglia accedervi a piedi; nonostante ciò, davvero pochi ne sono a conoscenza. il progetto iniziale prevedeva un viale pedonale che, scorrendo lungo il fiume sabato, consentisse di raggiungere un’altra opera ancora in lavorazione, il parco verde. una bretella di collegamento tra rioni e luogo di grande e ritrovata vivibilità. oggi la passeggiata lungo il boulevard ci regala tutt’altre emozioni: siringhe, discariche a cielo aperto, fogne (sempre a cielo aperto), natura incolta, strutture violentate dal tempo e dal vandalismo. [/infoHide]
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lungo sabato boulevard
l’opera, iniziata nel 2003 e poi sospesa nel 2006 a tempo indeterminato, è aperta a chiunque voglia accedervi a piedi; nonostante ciò, davvero pochi ne sono a conoscenza. il progetto iniziale prevedeva un viale pedonale che, scorrendo lungo il fiume sabato, consentisse di raggiungere un’altra opera ancora in lavorazione, il parco verde. una bretella di collegamento tra rioni e luogo di grande e ritrovata vivibilità. oggi la passeggiata lungo il boulevard ci regala tutt’altre emozioni: siringhe, discariche a cielo aperto, fogne (sempre a cielo aperto), natura incolta, strutture violentate dal tempo e dal vandalismo.



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i luoghi muoiono
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[infoHide=cinema all’aperto] il lungo sabato costeggia un piccolo bosco e termina verso un cinema all’aperto con vista sulla dormiente del sannio. il cinema a cielo aperto era incluso nel progetto. ora ospita giovani prostitute; la gradinata è completamente distrutta, il “proiettore” imbrattato, il locale alle spalle dello schermo utilizzato come cesso. proseguendo dal cinema verso via tommaselli, si incontrano delle strutture che avrebbero dovuto ricreare lo scenario dei mulini ad acqua che si trovavano in zona molti anni or sono. il progetto era ambizioso, avrebbe finalmente dotato la città di un parco degno di questo nome. [/infoHide]
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cinema all’aperto

il lungo sabato costeggia un piccolo bosco e termina verso un cinema all’aperto con vista sulla dormiente del sannio. il cinema a cielo aperto era incluso nel progetto. ora ospita giovani prostitute; la gradinata è completamente distrutta, il “proiettore” imbrattato, il locale alle spalle dello schermo utilizzato come cesso.
proseguendo dal cinema verso via tommaselli, si incontrano delle strutture che avrebbero dovuto ricreare lo scenario dei mulini ad acqua che si trovavano in zona molti anni or sono. il progetto era ambizioso, avrebbe finalmente dotato la città di un parco degno di questo nome.



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[infoHide=teatro comunale] il teatro è il luogo dei sogni, in cui le bugie diventano verità, strumento fondamentale di crescita della società. il teatro simbolo della città invece resta ancora ‘al buio’. dalla fine del 2011 ha smesso di funzionare a causa di un guasto all’impianto elettrico. ma non solo. il certificato di prevenzione antincendio è scaduto. il sipario non è più utilizzabile poiché si è ‘scarrellato’ da uno dei due lati. delle due caldaie solo una è in funzione. l’ascensore spesso si blocca e rende difficile per gli attori raggiungere i camerini che si trovano nella parte più alta dell’edificio, nel sottotetto. sarebbe necessario cambiare la moquette o almeno pulirla. e pensare che benevento un tempo era chiamata la città dei teatri. e pensare che questo teatro vide calcare le scene ermete novelli, che qui ottenne il suo ultimo trionfo. oggi è un’emergenza culturale da risolvere.[/infoHide]
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teatro comunale
il teatro è il luogo dei sogni, in cui le bugie diventano verità, strumento fondamentale di crescita della società. il teatro simbolo della città invece resta ancora ‘al buio’. dalla fine del 2011 ha smesso di funzionare a causa di un guasto all’impianto elettrico. ma non solo. il certificato di prevenzione antincendio è scaduto. il sipario non è più utilizzabile poiché si è ‘scarrellato’ da uno dei due lati. delle due caldaie solo una è in funzione. l’ascensore spesso si blocca e rende difficile per gli attori raggiungere i camerini che si trovano nella parte più alta dell’edificio, nel sottotetto. sarebbe necessario cambiare la moquette o almeno pulirla. e pensare che benevento un tempo era chiamata la città dei teatri. e pensare che questo teatro vide calcare le scene ermete novelli, che qui ottenne il suo ultimo trionfo. oggi è un’emergenza culturale da risolvere.



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[infoHide=anfiteatro romano - complesso santi quaranta] l’anfiteatro romano si trova in via munanzio planco nei pressi della stazione appia e dai primi riscontri e mappature, sembra essere di grandezza non dissimili a quelle del collosseo e in cui era ospitata una delle più grosse scuole di gladiatori ai tempi di nerone. nel 1985 in seguito all’abbattimento di un edificio abbandonato fu riportata alla luce una sua piccola parte. l’anfiteatro romano si trovava connesso in un più ampio insediamento antropico, la contrada cellarulo, un’area di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche insediative che hanno interessato la città dalle origini alla tarda antichità dell’alto medioevo. gli scavi di recupero dell’anfiteatro sono iniziati nel 1997. da anni si parla di una possibile istituzione di un parco archeologico che si estenderebbe dall’arco del sacramento, al teatro romano, passando per il possibile edificio termale alle spalle di port’arsa, e quindi l’anfiteatro, il complesso dei santi quaranta, il ponte leproso e infine l’aria di cellarulo. dal 1998 i lavori sono fermi e attualmente non ci sono in atto iniziative per un suo imminente recupero.[/infoHide]
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anfiteatro romano - complesso santi quaranta
l’anfiteatro romano si trova in via munanzio planco nei pressi della stazione appia e dai primi riscontri e mappature, sembra essere di grandezza non dissimili a quelle del collosseo e in cui era ospitata una delle più grosse scuole di gladiatori ai tempi di nerone. nel 1985 in seguito all’abbattimento di un edificio abbandonato fu riportata alla luce una sua piccola parte.
l’anfiteatro romano si trovava connesso in un più ampio insediamento antropico, la contrada cellarulo, un’area di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche insediative che hanno interessato la città dalle origini alla tarda antichità dell’alto medioevo. gli scavi di recupero dell’anfiteatro sono iniziati nel 1997. da anni si parla di una possibile istituzione di un parco archeologico che si estenderebbe dall’arco del sacramento, al teatro romano, passando per il possibile edificio termale alle spalle di port’arsa, e quindi l’anfiteatro, il complesso dei santi quaranta, il ponte leproso e infine l’aria di cellarulo. dal 1998 i lavori sono fermi e attualmente non ci sono in atto iniziative per un suo imminente recupero.



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[infoHide=parco archeologico cellarulo] si tratta di una vasta area alla confluenza dei fiumi sabato e calore, alle spalle della basilica della madonna delle grazie, con ingressi dalla rotonda dei pentri e dalla nuova viabilità adiacente il ponte leproso. il parco presenta sentieri e piste ciclabili laddove era stata in gran parte realizzato l’asse interquartiere rione libertà - rione ferrovia, opera mai completata a causa del ritrovamento di una importante area archeologica di età romana. dal 2011 il parco è chiuso. è stato aperto al pubblico (2010) troppo frettolosamente e senza la adeguata valorizzazione proprio della sua entità essenziale: il bene storico. l’opera di tutela, però, non è mai stata avviata.[/infoHide]
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parco archeologico cellarulo
si tratta di una vasta area alla confluenza dei fiumi sabato e calore, alle spalle della basilica della madonna delle grazie, con ingressi dalla rotonda dei pentri e dalla nuova viabilità adiacente il ponte leproso. il parco presenta sentieri e piste ciclabili laddove era stata in gran parte realizzato l’asse interquartiere rione libertà - rione ferrovia, opera mai completata a causa del ritrovamento di una importante area archeologica di età romana. dal 2011 il parco è chiuso. è stato aperto al pubblico (2010) troppo frettolosamente e senza la adeguata valorizzazione proprio della sua entità essenziale: il bene storico. l’opera di tutela, però, non è mai stata avviata.



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i luoghi muoiono come gli uomini, anche se sembrano sussistere. joseph joubert
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i luoghi muoiono come gli uomini, anche se sembrano sussistere.
joseph joubert



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