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un altrove imprevedibile

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all'ombra delle torri giapponesi del centro direzionale, agglomerato di cemento pensato per poter ospitare la city napoletana, si scorge un ammasso informe di palazzi.
il rione luzzatti porta il nome del primo ministro che emanò in italia una legge sull'edilizia popolare nel 1903, che prevedeva la costruzione di nuclei abitativi vicino alle zone industriali, con l’obiettivo di mettere i lavoratori in condizione di entrare in possesso di una propria casa.
soprannominato dai napoletani il pascone, prima di essere bonificato, era una zona depressa, allagata da acque piovane e stagnanti.
in inverno, la laguna adiacente alle case, si riempiva d'acqua a tal punto che per raggiungere certi posti, occorreva servirsi di una barca.
in estate, quando le acque si prosciugavano, la pianura si copriva di una foltissima vegetazione che richiamava al pascolo (pascone) la maggior parte dei cavalli della città.
per quasi 10 anni gli abitanti del rione soffrirono i disagi delle alluvioni, delle mosche e degli insetti di ogni genere. sebbene il rione fosse a due passi dal centro, la mancanza di una strada di collegamento, faceva sentire gli abitanti lontani ed isolati dalla città.
nel 1940 inizia il conflitto mondiale, il rione luzzatti che è adiacente all'area industriale diviene un bersaglio continuo delle incursioni aeree degli alleati.
il 15 e 17 luglio del 1943, dei bombardamenti a tappeto ridussero l'intera zona ad un cumulo di macerie. alla fine della guerra il rione era completamente disabitato, l'area fu requisita dalle forze d'occupazione ed utilizzata per la raccolta delle rovine.
nel 1945 gli abitanti cominciarono a ritornare alle loro case o a ciò che rimaneva di esse.
poi i 90 interminabili secondi del 23 novembre del 1980…
oggi la zona industriale di napoli non contiene più alcuna vera industria ma solo fantasmi di capannoni.
i nuclei abitativi, costruiti con l’idea di rispettare vivibilità e ambiente, altro non sono che grigi alloggi dormitorio delineati, nella loro oscura immanenza, da strade a scorrimento veloce.
6.000 persone in 42.000 mq.: per alcuni un limite ‘invalicabile’.

rione luzzatti, quartiere poggioreale, zona orientale di napoli, marzo 2015.



risorse esterne (1): rest - iconografie dai territori della contemporaneità
risorse esterne (2): rest quest [camera doppia - il blog di fulvio bortolozzo]
risorse esterne (3): webcast myphotoportal
risorse esterne (4): su FPmag la rivista italiana di cultura dell'immagine

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la città è il più riuscito tentativo da parte dell’uomo di plasmare il mondo in cui vive in funzione delle sue più intime aspirazioni.
ma se da una parte la città è il mondo creato dall'uomo, dall'altra è anche il mondo in cui è condannato a vivere.
così, costruendo la città, l’uomo ha ricostruito, indirettamente e senza rendersene completamente conto, se stesso.

robert ezra park
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