giovanniminervini

un pugno di terra

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marilena è una donna di cinquantacinque anni, un fisico asciutto, il seno turgido; perché è questo che di lei vedi, inginocchiata com’è su enormi stuoie stracolme di fasci di origano. solo quando alza il capo, nascosto in un piccolo cappello verde, che serve a trattenere i capelli che iniziano a cadere, ti accorgi del suo viso e della profondità del suo sguardo. ha gli occhi del colore dell’origano, marilena. occhi che si illuminano quando inizia a raccontare…

marilena vive a plataria, nell’epiro continentale, un piccolo villaggio a pochi chilometri a sud di igoumeniza. insegna in una scuola a circa trenta bimbi di età compresa tra i due e i quattro anni. a scuola però non possono permettersi di pagare e così lei fa la maestra ma anche la bidella e la cuoca. trenta anni fa marilena conosce e sposa costantino, un uomo buono, come lei dice, con pochi interessi e molto lontano dal suo modo di essere. costantino ha perso il lavoro e oggi trascorre le sue giornate al bar a bere l’uzo.

e così, questa donna minuta che di mattina si sveglia all’alba e che alla sera è l’ultima a rientrare, instancabilmente, giorno dopo giorno, si dedica alla cura di tutto, dai figli alla casa. ma quando è stanca e sfinita, quando le energie sembrano abbandonarla, quando è arrabbiata con costantino o perché la vita avrebbe potuto darle di più, si rifugia nella sua tana, nel suo angolo di paradiso. apre con gesti sicuri e delicati un piccolo cancello in ferro. il profumo dell’origano è intenso e forte. e’ quello il suo angolo di paradiso; un pugno di terra. non una terra a caso. quella è la sua terra. la terra dove marilena, da bambina, era solita recarsi con i genitori. qui all’età di diciotto anni, marilena coltivava dei piccoli fiori con i quali, una volta seccati, creava delle delicate composizioni che soleva profumare con varie essenze da lei prodotte. lungo un confine c’è ancora l’albero di fichi che il padre piantò e sotto il pozzo, costruito in pietra, sempre dal papà. ma la vita porta marilena lontana da plataria. si sposa e segue costantino a bologna. lui studia farmacia, ma non riuscirà mai a laurearsi. delusa e già pentita della vita matrimoniale ritorna a plataria. i genitori non possiedono più quel pugno di terra. l’hanno dovuto vendere per pochi soldi. sopravvivenza.

marilena un giorno ci ritorna con la mamma. tutto è in abbandono. l’erba è così alta che l’albero di fichi quasi non si vede. il dolore è forte. ma dal dolore nasce in marilena il desiderio di riappropriarsi della sua terra, di riscattare i suoi ricordi. riesce ad accumulare quanto le serve per ricomprarla. con la passione che le dà la forza di un mulo la ripulisce dalle erbacce, dalle alte sterpaglie e, da sola, le ridà vita. inizia tutto con un filare di poche piante di origano…
costantino arriva al cancello aperto del campo, la guarda inginocchiata tra le sue piante di origano ad estirpare le erbacce, sotto il sole cocente di agosto, richiude il cancello e, andando via, le dice: “ma tu sei pazza…”

plataria (grecia), luglio > agosto 2014

risorse: questa di marilena è la storia vera…
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